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dal 20 giugno al 5 luglio 2009
Buone vacanze
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Era il 12 settembre 1966 quando la NBC mandò in onda il primo telefilm interpretato dai Monkees, quattro ragazzi sconosciuti che formavano una band e che in quei telefilm (58 puntate in tutto, fino al 25 marzo 1968) avrebbero vissuto avventure molto divertenti, bizzarre e piuttosto surreali, tra canzoni e gag comiche, il tutto ispirato al ben più celebre film A hard day's night interpretato dai Beatles. E ai Fab Four i quattro giovanotti americani volevano somigliare, tanto che per loro fu creata una campagna pubblicitaria assai più costosa, si dice il doppio, di quella oranizzata per il lancio americano dei Beatles stessi due anni addietro. Nel momento in cui il primo episodio fu messo in onda, nei negozi di dischi si potevano trovare quantità industriali dei dischi dei Monkees. Fu un'operazione azzeccata e lungimirante perché la serie ebbe un grandissimo successo e trasformò i quattro ragazzi in una delle band più ricercate al mondo.
Che cosa facevano nel telefilm questi ragazzi all'incirca ventenni? Interpretavano loro stessi, cioè i membri di una rock band e di tutta la loro produzione musicale io ricordo soprattutto il tormentone I'm a Believer (scritta da Neil Diamond), la cui cover italia, Sono bugiarda, fu portata al successo da Caterina Caselli.
Si deve alla lungimiranza del produttore discografico Don Kirshner la scelta fra più di 400 candidati dei quattro ragazzi che dovevano contrapporsi allo strapotere musical-popolare del quartetto di Liverpool. Ma chi erano i Monkees? Mike Nesmith (voce e chitarra), Micky Dolenz (voce e batteria), Peter Tork (voce e basso) e Davy Jones (voce e percussioni).
La serie televisiva conquisto in pochissimo tempo l'interesse dei giovani americani e diventò un formidabile mezzo per pubblicizzare le canzoni del gruppo che ancora non esisteva come tale, da un punto di vista musicale.
La serie televisiva si aggiudicò due Emmy Awards nel 1967 (migliore serie e regia).
Autore: Neil Gaiman
Titolo: La favola delle due galline
Chi è questa creatura svagata che suscita subito una grande tenerezza?
Niente di più facile se la nera Tuja, stanca di vedersi intorno quell'essere inconsistente nella casetta appesa a un ramo del fico selvatico, decide di cacciarla via in una sera di tardo ottobre: una non bella sera, con nebbia umida e un vento maligno.
È il materializzarsi dell'incubo di ogni bambino: essere allontananto dalla calda sicurezza della casa e arrivare così lontano da temere di non farcela più a tornare indietro. Seguiamo così la drammatica fuga di Chica, tallonata dal lupo magro e famelico al quale riesce a sfuggire, per quella sorta di aura magica che sembra circondare gli innocenti e gli svagati, approdando alla casa della vecchia madrina Pepa, la quale la accoglie ad ali aperte offrendole il rifugio che cerca e tutto il proprio appoggio nel far valere i sacrosanti diritti di proprietà nei confronti della perfida Tuja.
Nella seconda parte del libro la fiaba incompiuta Il bambino che rubò uno scudo il cui protagonista è Paolo che non aveva nulla del monello, era anzi discreto e persino un po' contegnoso, sempre vestito a modo, mai spettinato. per la strada non mancava mai di salutare, e con una certa gravità, le conoscenze e i clienti dei suoi genitori. A scuola riusciva molto bene, sebbene studiasse per uno e fantasticasse per dieci.
Il mondo dei bambini è tutt’ora misterioso, l’immaginazione e la gioiosità troppo spesso lo distanziano da quello degli adulti, così seriosi e “concreti”.
Titolo: Nel paese dei mostri selvaggi

E appena arrivato nel paese dove abitano i mostri selvaggi quelli ruggirono terribilmente, digrignarono terribilmente i denti
rotearono tremendamente gli occhi e mostrarono gli artigli orrendi
fino a che Max gridò: -A CUCCIA!- e li domò con il trucco magico di fissarli negli occhi gialli
senza battere ciglio e quelli ebbero paura e proclamarono che lui era più mostro selvaggio di tutti
e lo fecero re di tutti mostri selvaggi
-E adesso- urlò Max -attacchiamo la ridda selvaggia!"

È un inno alla libertà e all'indipendenza, alla crescita e alla consapevolezza, permeati dalla coscienza della presenza rassicurante della famiglia. Un rito di passaggio attraverso la scoperta del diverso, per conoscere e dominare il Mostro Selvaggio che è in noi e un ritorno alla serenità, quella familiare serenità che profuma di cena tenuta in caldo dalla mamma.
Editore: Mondadori
Che Despereaux sia un topino fuori del comune se ne accorgono subito i suoi genitori e i suoi fratelli: è l'unico sopravvissuti della cucciolata di Antoinette e di Lester Tilling, un cosino minuscolo e malaticcio, con due enormi, sproporzionate orecchie e gli occhi spalancati su un mondo che già gli appare affascinante.
Kate DiCamillo è nata nel 1964 a Merion, Pennsylvania, e ora vive a Minneapolis. Ha pubblicato giovanissima il suo primo grande successo, Il cane più brutto del mondo, anche esso diventato un film, e rimasto a lungo in vetta alla classifica dei best seller del New York Times.
Autore: Maria Loretta Giraldo
Titolo: Coraline
Prezzo: 8,80
2004, 182 p., ill., brossura
Traduttore: Maurizio Bartocci
Editore: Mondadori - Oscar best sellers
Età di lettura: da dieci anni in poi
